Se volessi un'altra volta queste minime parole
sulla carta allineare (sulla carta che non duole)
il dolore che le ossa già comportano
si farebbe troppo acuto, troppo simile all'acuto
degli uccelli che al mattino tutto chiuso, tutto muto
sull'altissima magnolia si contendono.
Ecco scrivo, cari piccoli. Non ho tendine né osso
che non dica a voce acuta: «Più non posso».
Grande fosforo imperiale, fanne cenere.
Franco Fortini, Composita Solvantur, 1994
lunedì 29 ottobre 2007
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